La sindrome del tunnel carpale

Il tunnel carpale è una patologia diffusa che si riscontra mediamente nel cinque per cento della popolazione. E’ una patologia dolorosa che spesso viene curata tramite intervento chirurgico ma ad oggi esistono delle valide alternative per agire gradatamente in maniera efficace e non traumatica.
Innanzitutto è necessario sapere che nella grande maggioranza dei casi la sindrome del tunnel carpale può essere tenuta sotto controllo adottando la corretta postura di schiena, braccia e mani durante le molte ore che si trascorrono davanti al computer utilizzando il mouse: si tratta infatti di una neuropatia causata da compressione o irritazione del nervo mediano nella zona del polso in cui i nervi passano nel cosiddetto canale carpale.

Segni e sintomi

Nella maggior parte dei casi la sindrome del tunnel carpale è causata da un’infiammazione dei tendini o tenosinovite dei muscoli flessori delle dita della mano che si sviluppa a livello del polso (carpo) e va a perturbare il nervo mediano che scorre parallelo a stretto contatto con il fascio dei tendini.Schermata 2016-06-21 a 09.43.20.png

Questo provoca una varietà di sintomi che vanno da un un senso di intorpidimento, formicolio o dolore al palmo della mano fino ad arrivare a una perdita di forza soprattutto nelle prime tre dita.

Di solito questo tipo di disturbo viene trattato per via farmacologica, ma nei casi più gravi si può arrivare ad un vero e proprio intervento chirurgico allo scopo di allargare il tunnel carpale e alleggerire la compressione del nervo mediano.

Per quanto si può osservare però la sindrome del tunnel carpale, nonostante si sviluppi a livello del polso, parte sempre da problemi funzionali localizzati a monte, cioè a livello del braccio, della spalla o anche più in alto.

A riprova di ciò basti considerare il fatto che molto spesso, una volta curato un polso, il problema non tarda a presentarsi anche sull’altro. Inoltre la sintomatologia frequantemente sconfina dal palmo della mano per estendersi anche all’avambraccio o più su.

Quindi questo tipo di problema non può essere affrontato solo localmente, ma è necessario intervenire in maniera globale allo scopo di riequilibrare la funzione dinamica di tutto l’arto superiore come minimo.

Osteopatia e sindrome del tunnel carpale

L’indagine osteopatica inizia a livello del carpo, cioè del polso, per valutare se esistano problemi a qusto livello ed eventualmente correggerli.

Tuttavia la fisiologia del carpo molto spesso è in ordine e quindi bisogna cercare altrove.

Le parti più primariamente esaminate sono:

    • Ulna e radio: soprattutto a livello del gomito possono essere presenti disfunzioni primarie che vanno a perturbare la fisiologia del tunnel carpale;
    • Spalla: è necessario revisionare la spalla con tutte le sue numerose connessioni con le strutture assiali;
    • Cingolo superiore: scapola e clavicola possono presentare disfunzioni meccaniche che interessano il plesso brachiale a monte con ripercussioni sintomatiche verso la mano;
    • Rachide cervicale: compromissioni vertebrali o fasciali a questo livello possono dare ripercussioni sintomatiche e funzionali su entrambi i lati.

Questo è uno dei motivi per cui talvolta, dopo aver curato apparentemente con successo un polso, il problema non tarda a comparire compare sull’altro polso: la disfunzione è a monte.

  • Diaframma e visceri: disfunzioni osteopatiche diaframmatiche e viscerali possono dare problemi al tratto cervicale e al plesso brachiale.
  • Disfunzioni cranio sacrali: i problemi osteopatici di natura cranio sacrale sono estremamente invalidanti e spesso dinatura primaria; non devono essere assolutamente sottovalutati.

Insomma, partendo dal carpo, è necessario risalire a monte per capire da dove sia partito il problema, che in effetti quasi mai origina nel polso.

Lavorando secondo questa logica l’Osteopatia riesce ad ottenere una percentuale di successo elevata per un problema del genere e il paziente molto spesso non è più costretto a subire altri tipi di cure.

 

 

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