Il Dry Needling: curare col semplice ago

Cos’è?

Il Dry Needling  è una tecnica medico- riabilitativa, relativamente recente, utilizzata per il trattamento del dolore miofasciale, che utilizza un ago a secco, senza farmaci o iniezione, che viene inserito in aree specifiche del muscolo note come trigger points (vedi post).

Un esempio in tal senso è rappresentato da  quei pazienti che riferiscono al medico di avere  una “nocciolina”, un “nervo accavallato”, che duole e che di fatto corrisponde ad un’ area sofferente che si riesce perfettamente ad identificare.

E’ una tecnica minimamente invasiva, a basso costo e comporta un basso o assente rischio, se usato da mani asperte. La sua efficacia è stata confermata in numerosi studi e può essere utilizzata come parte di una terapia complessa per il dolore cronico muscolo-scheletrico.

Dry needling: quando serve e come funziona?Schermata 2016-06-02 alle 15.59.46

La tecnica del dry needling ha avuto grande successo e diffusione nei paesi anglosassoni perché permette  di raggiungere i tessuti anche in profondità (fino a 6 centimetri) e di erogare un trattamento molto veloce e con effetti immediati.

Il medico valuta e analizza dove ci siano restrizioni e rigidità all’interno del muscolo.
Una volta individuata la bandelletta tesa, con la mano palpa ed individua il punto di maggiore ipersensibilità (trigger point) e che riproduce i disturbi del paziente.
Una volta individuato il punto, con una tecnica asettica, introduce l’ago, generando una risposta di spasmo locale, a volte leggermente molesta, che si va esaurendo con il passare delle ripetizioni ed indica la risoluzione della rigidità.
In alcune patologie l’ago viene lasciato in loco ed agisce a livello limbico per curare la sintomatologia e la patologia più complessa.

Quello che avviene a livello tissutale è una microlesione (generata dall’ago) che provoca un processo infiammatorio con successivo richiamo di sangue e molecole di riparazione nella zona specifica.
Questo nuovo processo riparativo permette di superare la stasi e la cronicità instauratasi precedentemente e che manteneva il circolo vizioso di rigidità, contrattura, dolore, cattiva postura.

 

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