L’Alleanza terapeutica tra fisioterapista e paziente

Quattro passi per migliorarla

Le capacità relazionali e comunicative della coppia medico-paziente costituiscono una premessa ineliminabile all’esercizio dell’atto medico nell’interezza della dimensione professionale ed etica. Per queste ragioni la prassi medica non può essere considerata semplicemente l’aspetto tecnico applicativo di una scienza, così come il caso clinico è più della manifestazione di una legge generale. Quando si tratta della propria salute, non si può venire curati soltanto dal punto di vista astrattamente scientifico.

Nella medicina il piano della relazione medico-paziente svolge un ruolo ineliminabile e l’abilità del medico nel comunicare con il paziente rappresenta un aspetto determinante della sua competenza clinica: anche il medico, che ne sia o meno cosciente, nel trattamento terapeutico vede coinvolta nel profondo la propria soggettività. La relazione si crea su aspetti simmetrici dati dal riconoscimento della reciproca natura umana e su aspetti asimmetrici derivanti dalle diverse competenze e dal ruolo che queste conferiscono a uno dei due interlocutori: il paziente è portatore di una sofferenza della quale non comprende la cause, mentre il medico è il tecnico, possessore di spazi privilegiati di osservazione e depositario di un sapere scientifico sul quale basa il suo lavoro. Continua a leggere

Fascite plantare e Osteopatia

Fascite plantare

I piedi sono costituiti da una serie di piccole ossa, chiamate ossa tarsali, che a partire dal tallone vanno a formare un arco. Questo arco è supportato dalla fascia plantare, una banda di tendini robusti che si estende lungo la pianta del piede sotto la superficie cutanea.

La superficie inferiore del piede è quindi costituita da un tessuto fasciale spesso, chiamato anche aponeurosi plantare. Questa banda va dalla base del tallone fino alle dita. La fascia plantare può essere suddivisa in tre parti: quella mediale (ovvero quella lungo il bordo interno del piede), quella centrale (la più estesa e la più resistente) e quella laterale (ovvero quella sul bordo esterno del piede).  Sotto alcune condizioni, la fascia incomincia a creare una trazione costante sul punto di attacco osseo, sviluppando dolore al calcagno e infiammazione lungo la fascia del piede. Questa condizione è nota come Fascite plantare.

fascite plantare

Circa 1 persona su 10 soffrirà di Fascite plantare in qualche momento della propria vita, di solito di età compresa tra 40 a 60 anni. Tuttavia, questo disturbo può verificarsi a qualsiasi età. E’ due volte più comune nelle donne che negli uomini, ed è frequente negli atleti.
Continua a leggere

Osteopatia: il rimedio per lo stress!

Stress è un termine che, al giorno d’oggi, tutti utilizziamo per definire soprattutto problemi fisici di cui non capiamo l’origine. Lo stress rappresenta ormai la condizione patologica del nuovo millennio ma… Che cos’è realmente lo stress? E fino a che punto i nostri problemi fisici derivano da questa condizione?

Innanzitutto è bene sapere che lo stress nasce come una risposta del nostro organismo ad un qualsiasi stimolo che proviene dall’ambiente esterno che può essere recepito come positivo (eustress) oppure può essere interpretato come aggressivo e dannoso (distress).

Lo stimolo stressogeno (o stressor) può essere, in alcuni casi, di natura fisica come uno sforzo, un incidente, un colpo, un problema alimentare, cambi di stagione e inquinamento; in altri casi riguarda maggiormente la sfera psichica – emotiva derivante dagli ambienti di lavoro, situazioni familiari difficili, un lutto o una separazione. Continua a leggere

BENVENUTO NEL SITO INTERNET DEL MIO STUDIO

Potrai trovare informazioni sul mio profilo professionale, sui trattamenti che effettuo e qualche notizia utile sul mondo dell’osteopatia e della fisioterapia.

Un saluto,

Andrea Bellato.

Il Dry Needling: curare col semplice ago

Cos’è?

Il Dry Needling  è una tecnica medico- riabilitativa, relativamente recente, utilizzata per il trattamento del dolore miofasciale, che utilizza un ago a secco, senza farmaci o iniezione, che viene inserito in aree specifiche del muscolo note come trigger points (vedi post).

Un esempio in tal senso è rappresentato da  quei pazienti che riferiscono al medico di avere  una “nocciolina”, un “nervo accavallato”, che duole e che di fatto corrisponde ad un’ area sofferente che si riesce perfettamente ad identificare.

E’ una tecnica minimamente invasiva, a basso costo e comporta un basso o assente rischio, se usato da mani asperte. La sua efficacia è stata confermata in numerosi studi e può essere utilizzata come parte di una terapia complessa per il dolore cronico muscolo-scheletrico. Continua a leggere